I Presepi

GAZZETTA DI REGGIO - ARTICOLO DEL 23.12.2001

L'attualità protagonista nel presepe allestito nella chiesa di San Giacomo
Al posto degli angeli, uomini di ogni razza


REGGIO. Quest'anno la parrocchia di San Giacomo di via Roma espone un presepe artigianale del tutto nuovo, che se da un lato si allontana dalla tradizione, dall'altro ritrova i motivi originari della natività confrontandoli con le problematiche più attuali. E' ambientato in un paesaggio selvatico e piuttosto realistico, dove non troviamo immagini poetiche di angeli, aureole e ali dorate.
Anche le statuine danno l'impressione di veri personaggi in carne ed ossa: i volti in terracotta dalle fattezze e colori diversi a rappresentare le varie razze, avvolti nei loro mantelli e turbanti realizzati a mano con stoffe, ago e filo da Fabrizia Sarti, la fantasiosa autrice.
Colpisce l'aria stupita di quei personaggi, come se Fabrizia avesse voluto fermare le loro espressioni mentre con le fiaccole in mano, nel buio di quella Santa Notte, andavano a cercare il Bambino Gesù. Lo sfondo del presepe è stato invece realizzato da Ermanno Canuti, noto artista reggiano, che con la sua mano abile ha avvolto lo scenario con la profondità delle sue montagne spolverate di neve, sotto ad un grande cielo riscaldato dal fascio di luce della cometa.

PRESEPE 2003 CASINA

di Fabrizia Sarti

 

 

Anche quest’anno Fabrizia Sarti e Ermanno Canuti hanno realizzato un presepe con il loro stile un po’ particolare: Fabrizia costruendo l’ambientazione e le statuine con materiale povero, cartapesta, terra, fil di ferro, ritagli di stoffe, ed Ermanno dipingendo lo sfondo, con le sue pennellate sicure ma particolarmente discrete, questa volta. «Non volevo distogliere attenzione dal cuore vero del presepe: la capanna, il gruppo di pastori attorno al focolare…» dice il pittore. Dal canto suo, Fabrizia è particolarmente soddisfatta del risultato ottenuto «Ho scoperto la cartapesta – dice – e l’ambientazione mi soddisfa molto, ma il momento più bello, per cui è valsa la pena di aver fatto tutta quella lavorata, è stato come sempre quello in cui ho inserito i personaggi, che da “pupazzi di stoffa” sono diventati persone. E’ un momento emozionante, quello in cui tutti quei pezzi diventano la rappresentazione di  un qualcosa di sacro, di fronte al quale la gente si può commuovere.» Quest’anno il presepe è esposto a Casina, nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, una chiesa in stile romanico posta su un colle che domina il paese. La notte di Natale canterà la Messa il Coro del Santuario del Carrobbio, accompagnato dall’organo, con i canti tradizionali e popolari del Santo Natale. 

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