(…) “Vedi che ci sono dei ciclamini, vicino alla finestra? Adesso sono rimaste solo le foglie. Fino a poco tempo fa i fiori spuntavano in continuazione. Me li ha portati Nakahara. All’inizio mi sembravano fiori tristi. Non mi sono mai piaciuti, se sbagliavo a dargli l’acqua si afflosciavano subito e quei grossi gambi simili a vermi li trovavo orribili. Ma dopo essere venuta qui, avendo più tempo a disposizione,  ho cambiato idea. Quei gambi servono per assorbire l’acqua. A vedere come, dopo averli innaffiati, i fiori sollevano la testa con tutte le loro forze per ricevere il sole, penso: siete vivi eh, voialtri? A guardarli non ci si annoia. E’ questa la bellezza di avere del tempo. Adesso che ho fatto amicizia con i ciclamini,  sento che sarò capace di curarli anche quando sarò dall’altra parte.”

“ Non dire così.”

Ci sarà un posto dove si va solo dopo che le cose che abbiamo detestato hanno cominciato a piacerci? Questo pensiero mi stringeva il cuore. (…)

 

(Banana Yoshimoto, Il corpo sa tutto, ed. Feltrinelli)

Prati alti

(…) Mi succedeva ogni tanto, quando ero in mezzo alla natura, di pensare: Che strano, è come se fossi stata abbracciata da qualcosa di morbido. La sensazione di un uovo che viene avvolto con delicatezza. (…)

 

(Banana Yoshimoto, Il corpo sa tutto, ed. Feltrinelli)

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