Lunghe siepi di glicine buttano giù le loro cascate violette dalle ringhiere, dai muri, dai pergolati. La natura ha decorato gli  alberi con le chiome più svariate: arricciate, argentate, brillanti e il bosco verdeggia delicatamente, macchiato dagli anemoni che si sono scrollati dalla testa le foglie secche di castagno e se ne stanno impettiti a fare un bagno di luce. Qui (in Liguria n. d. r.) le stagioni sono meno nette, solo l’estate, forse, ha il suo consueto carattere, per il resto è come se l’autunno, l’inverno e la primavera si fondessero in un’unica lunga stagione di dolce tepore. Qui il verde non si riposa mai e le rose non hanno paura dell’inverno. (…)

Una baracca sta appesa come un ragno alla roccia. Due scalette, come zampine fragili, la collegano alla spiaggia, resistendo agli schiaffi del mare.(…)

Immagini che suscitano pensieri: e questi sono pensieri che fanno bene: la bellezza, l’equilibrio, la potenza dei colori del mare, dei boschi ripidi. E anche questa pioggerella forse non ci sta male: è un capriccio e la bellezza è capricciosa. (…)

Non avremo abbastanza tempo per riempirci gli occhi e i polmoni di questo paesaggio aspro affacciato sul mare, di questo vento marino carico di sale e di balsami (…)

Bello qui, il traffico galleggia e i parcheggi sono di barche, in questo paese dove tutto sbuca dal mare.

 

(Fabrizia Sarti, stralci del testo di un filmato sul Parco di Portofino, proiettato al C.A.I. di Reggio Emilia.

Sera marina

(...) Chi non ha filosofato sopra il mare?

L’acqua.

Ieri l’oceano era maligno

come un diavolo,

oggi è più mansueto

d’una colomba sulle uova.

Quale differenza!

Tutto scorre...

Tutto si trasmuta. (...)

 

(Vladimir Majakovskij, Poesia straniera del 900, ed. Garzanti)

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